Il sito del Comune diventa accessibile

 
Il sito istituzionale del nostro Comune si è rinnovato in versione accessibile ai soggetti portatori di disabilità, come indica dalla L. 4 del 9 gennaio 2004, dal D.M. dell'8 luglio 2005 e successive integrazioni.

Cosa significa rendere un website "accessibile"?
Per rispondere a questa domanda bisogna sapere che anche il mondo di Internet ha un occhio di riguardo nei confronti dei diversamente abili. Non tutti sanno che un bravo webmaster, quando si mette a progettare e costruire un sito, prima ancora di pensare ad aspetto grafico ed effetti speciali, deve adottare alcuni importanti accorgimenti. Senza di questi rischia di escludere tra i suoi potenziali visitatori intere categorie di utenti.
Pensiamoci un secondo:

- il contenuto principale del web è il testo;
come tale, il testo può essere interpretato, oltre che dai normali monitor, anche da altri dispositivi (per esempio le "tastiere braille") e particolari strumenti che traducono nel linguaggio dei non vedenti il contenuto testuale dello schermo, o i programmi che "leggono" con voce sintetizzata il contenuto di una pagina, i cosiddetti "screen reader";

- la capacità di visualizzare immagini, filmati e suoni dovrebbero essere concepite come aggiunte rispetto al contenuto principale del sito.

L'uso del web sempre più diffuso (dati recenti affermano che in Europa ci sono oltre 37 milioni di persone disabili: di queste, oltre 2,5 milioni sono in Italia, pari al 5,6% della popolazione; secondo recenti statistiche, quasi un milione di questi utenti naviga in rete) ci dà un'occasione storica di contribuire alla crescita della società dell'informazione senza creare nuove discriminazioni.

Nonostante la crescente sensibilizzazione, purtroppo, la maggior parte dei siti delle pubbliche amministrazioni non è accessibile. Ad affermarlo è il governo britannico di Tony Blair che, in preparazione all'incarico di presidenza semestrale dell'Unione Europea ha commissionato un sondaggio. Si è scoperto che solo il 3% dei siti istituzionali europei è attualmente navigabile con software dedicati o browser specifici e, dunque, "accessibile".

Le ragioni di questo ritardo sono diverse; per esempio la mancanza di standard ben definiti, o meglio il mancato supporto di tali standard da parte delle industrie di software e delle imprese, pronte a cavalcare il business di Internet senza curarsi della cosiddetta "utenza debole"; o altre ragioni tecniche che, insieme alla pura ignoranza del problema, hanno portato alla situazione odierna.

Per fortuna i legislatori hanno iniziato a fare la loro parte. Ed anche in Italia, dopo un lungo iter progettuale e procedurale (ma sicuramente all'avanguardia nel panorama europeo), si è arrivati ad una nuova normativa, conosciuta anche come "Legge Stanca", non ancora perfetta, ma certamente in grado di dare un forte scossone al mondo Internet italiano. Il primo passo riguarda solo la pubblica amministrazione. Questa legge, infatti, riguarda solo Regioni, Provincie, Comuni, A.S.L. ed altre istituzioni pubbliche. Ma c'è da augurarsi che questa cultura dell'"accessibilità" si diffonda ben presto nel settore privato del web anche se non esistono ancora obblighi specifici.

La "Legge Stanca", aggiungendosi alle due circolari del Ministero della Funzione Pubblica e dell'Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, si basa a sua volta su di un importante progetto finalizzato a raccogliere le raccomandazioni del Consorzio mondiale che regolamenta gli standard di Internet, il W3C, e il suo W.A.I. (Iniziativa di Accessibilità sul Web); progetto sponsorizzato dall'Unione Europea e dal Dipartimento per l'Educazione degli Stati Uniti.



w3c valid xhtml 1.0 w3c valid css valid Wai-A